mercoledì 19 settembre 2012

La Grand Place sous le soleil... e altre amenità

Avevo pensato di scrivere delle belle cronache bruxelloises, avevo immaginato di descrivere minuziosamente luoghi e fatti sotrici, proprio come sono abituata a fare a Roma, sia per piacere, sia per lavoro (due cose che fortunatamente per me molto spesso convivono), ma poi ho sentito dentro di me una vocina, che piano piano è divenata una vociona... Sapete cosa mi diceva?!! Mi diceva "Basta" Si proprio così: dopo laurea, specializzazione esami di abilitazione di archeologia, arte, storia, basta! Basta con l'ansia di sapere tutto nei minimi dettagli, l'anno di costruzione, il giorno di inaugurazione, il re che c'era, di chi era figlio, chi sarebbe stato l'erede... Basta, almeno quassù... basta! E poi mi diceva: goditi il momento, non cercare sempre di fissare la realtà in un'immagine, di prendere possesso della realtà, ma semplicemente guarda, respira e osserva ciò che c'è, per come è, nella sua essenza...
Grand Place

E quindi le mie cronache bruxelloises non saranno una guida turistica, ma un manuale di sopravvivenza per i viandati a Bruxelles... qualche informazione sui luoghi, molte sulle mie/nostre sensazioni, qualche suggerimento pratico...
Vorrei iniziare raccontando un po' della piazza più famosa della città, la Grand Place, che dal 1998 è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO e che i cittadini amano designare come la piazza più bella del mondo.
Abbiamo avuto la fortuna di affittare una casa che dista appena 10 minuti a piedi dalla piazza e quasi tutti i giorni ci passo per andare a fare la spesa, non vi nego che è un vero piacere, perchè io la adoro. Qualche giorno fa l'ho paragonata alla mia amata piazza Navona a Roma, mio marito non è stato affatto d'accordo, ma secondo me il confronto può starci, è più una sensazione che altro lo ammetto, forse le accomuna realmente solo il fatto di essere rettangolari (sai che particolarità...) e di essere seicentesche (saranno mica le uniche...) e ancora di avere tutti gli edifici laterali ben allineati... ma a me piace pensare a un gemellaggio.
Vi metto subito a disposizione un link che io ho trovato utilissimo per una infarinatura sulle bellezze della città tra cui ovviamente questa piazza, eccolo qui .
Questa piazza mi paice perchè è qui che si è formata la primissima città, forse prima del X secolo d.C. qui è sorto un mercato, presso il fiume Senne, (ora deviato, anticamente scorreva grosso modo dove oggi si trova quella specie di autostrada che è boulevard Anspach) e una chiesetta dedicata a San Nicola a difesa degli scambi commerciali. Ben presto non lontanto da questa chiesa fu eretto un convento francescano (i francescani li troviamo ovunque e questo mi fa tanto piacere, mi fa sentire a casa!). Ora la chiesa c'è ancora, molte volte ristrutturata, invece del convento restano solo i resti sotto l'ottocentesco palazzo della Borse, risalenti al 1238 (sic!). Però questa piazza, allo stesso tempo non mi piace perchè in realtà è molto meno antica di quanto potrebbe essere (va beh si vede che sono un'archeologa, non ci posso fare niente!). Cioè: nel 1695 da un bombardamento del Re Sole (Luigi XIV) l'ha distrutta e purtroppo quello che vediamo oggi è stato tutto ricorstuito dopo quella data! Si si, lo so che è roba vecchia, ma non ha il fascino del medioevo...
Gli edifici che oggi vediamo sono le case delle corporazioni e due edifici pubblici: l'Hotel de Ville e la Maison du Roi. Le case delle corporazioni furono ricostruite in tempi record, 4 anni, fa fede la data sulla facciata, e ognuna era contraddistinta da un simbolo e non solo da una iscrizione che sarebbe stata difficilmente leggibile visto l'altissimo tasso di analfabetismo dell'epoca.

Sabato e domenica in occasione delle Journées du Patrimoine la piazza era affollatissima, il sole splendeva e faceva quasi caldo, le bancarelle vendevano da bere (birra come se piovesse) e da mangiare (principalemte pain et sousis - pane e salsiccia), e noi ci siamo fatti un bel giretto e siamo andati a  visitare la Maison du Roi che non era la casa del re ma un luogo dove si amministrava la giustizia a dove c'era anche un mercato del pane (contemporaneamente? non lo so - e questa ammissione di ignoranza è per me una vittoria psicologica non indifferente), oggi ospita le Musée de la Ville de Bruxelles. Allora la visita merita, costa solo € 4 (per noi gratis in occasione delle giornate del Patrimonio) e offre una bella panoramica sulla storia della città. Ci sono due bellissimi plastici che danno un'idea chiara dell'espansione cittadina; il primo (nelle foto) è la primissima città, intorno al X secolo con la prima cinta di mura, il secondo è la città nel 1600 con la seconda e più ampia cinta. Io vado pazza per i plastici e mi ci sono divertita un bel po', forse qui un po' della mia volontà di onnicomprensione è emersa di nuovo... ma migliorerò!
Bruxelles e la prima cinta muraria, X secolo

L'edificio purtroppo è tribolatissimo e super ricostruito in stile finto gotico, diciamo neogotico, vah...
la bellissima scala della Maison du Roi
Ci sono anche pitture fiamminghe, ceramiche e poi una curiosità è la sala dedicata al corredino del Manneken Pis, la minuscola statuina del bimbo che fa pipì e che è fotografatissimo dai giapponesi... e pure da me, devo ammetterlo. Si trova non lonatno dalla Grand Place, in origine era (ed è) una fontanella come tante, la fortuna volle che superò indenne i bombardamenti del 1695 e da allora è diventuo il sembolo della città o, come dicono i bruxelloises: une image-symbole du folklore bruxellois, de la joie de vivre des habitants et de leur capacité d’autodérision!
Il bimbo ha molti vestitini che gli vengono regalati da paesi, nazioni, associazioni etc e ogni settimana almeno una volta viene vestito con uno degli abiti in base alla ricorrenza da festeggiare. L'ultimissimo vestito, super modaiolo, è quello dell'Hard Rock: poteva mancare proprio al bimbo più fotografato del Belgio, eccolo qua


la copia del Manneken con l'ultimo acquisto...
 E poi l'immancabile maschera di pulcinella...

Manneken Pullecinella
Dopo tutta questa cultura, ci è venuta fame e così ci siamo buttati nella mischia..... I geants (giganti) ogni tanto ballavano al suono della musica popolare
Les Genats
Ecco l'Hotel de Ville, davanti alla Maison du Roi, pure lui tribolatissimo e quindi ottocetentesco rifatto in stile antico, ma molto molto bello....
La banda...

E varie immagini prese qua e là, tra un sorso di birra e un panino con salsiccia, ovviamente di mio marito...




Bene, la prima cronaca è finita, spero di non aver annoiato nessuno...
Buon pomeriggio e alla prossima passeggiata!

2 commenti:

Geillis ha detto...

Mi ricordo questa città, la prima tappa del nostro Interail che ci ha portato in mese attraverso ben otto nazioni...la sera doveva esserci, dopo il tramonto, uno spettacolo di suoni e luci proprio in questa piazza. Per prenderci i posti migliori, sedute su uno scalino sotto uno di questi palazzi, ci siamo piazzate verso le sette, aspettando il famoso tramonto...e alle dieci erano ancora giorno! Il tramonto e lo spettacolo non l'abbiamo più visto, si era fatto tardi e dovevamo tornare a piedi all'ostello. Comunque la città ci piacque moltissimo!

Chiara ha detto...

grazie per questo interessantissimo reportage!!! ne farò tesoro!!!!
alla prossima passeggiata ;)